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Il Cambiamento Climatico- Cose da Sapere!

La rivista Antropocene Review ha pubblicato uno studio che misura l'impatto dell'uomo sul clima.
Il lavoro in questione è stato realizzato e pubblicato da un team di ricercatori dell’Australian National University, guidati da Will Steffen, chimico ed esperto di cambiamenti climatici, che parte dalla promessa secondo cui «per 4,5 miliardi di anni fattori astronomici e geofisici hanno influenzato e determinato le caratteristiche del ‘sistema Terra’». Infatti, le interazioni tra l’atmosfera e la biosfera, tra la litosfera e l’idrosfera e tra tutti questi diversi elementi hanno determinato grandissimi cambiamenti nelle diverse ere geologiche. «Negli ultimi 40-50 anni, però, l’umanità ha spinto i cambiamenti climatici in una certa direzione con una velocità mai vista prima. Al confronto, gli altri parametri sono insignificanti».

Solitamente i negazionisti sostengono che la temperatura sia già salita o diminuita nel corso della storia della Terra, senza conseguenze dovute all'impatto umano. Il che è sicuramente vero: basti pensare alle glaciazioni... Lo studio dei ricercatori dell’Australian National University, però, cerca proprio di dimostrare come l’impatto dell’uomo sia la causa principale del cambiamento climatico, differenziando i fattori che lo hanno provocato.

Il preambolo della ricerca parte ricordando che negli ultimi 7 millenni la temperatura è diminuita mediamente di 0,01 °C per ogni secolo, mentre «negli ultimi 45 anni, è aumentata con una media che porta a 1,7 °C per secolo», il che, se confrontato con l’andamento precedente, segna «un trend opposto, di ben 170 volte superiore».

Come spiegare questa variazione se non con l’impatto dell’industrializzazione di massa? Stiffen continua: «l’azione dell’uomo sta portando la Terra al di fuori di quella oscillazione di condizioni che ha vissuto per centinaia di migliaia di anni, che ha visto alternarsi periodi glaciali e periodi più caldi. Oggi non sappiamo che cosa può accadere: navighiamo in un mare di cui non conosciamo nulla».

Lo studio dell'Australian National University prosegue prendendo in considerazione l'industrializzazione come momento fondante di una nuova era geologica: molti ricercatori concordano sul fatto che l'Antropocene segni la terza tappa nell'evoluzione della biosfera terrestre, dopo la nascita della vita (3,5 miliardi di anni fa e l'esplosione della vita, nel Cambriano, 650 milioni di anni fa.

L'anno scorso, il 2016 è stato l'anno più caldo dal 1880, stando ai dati di uno studio del Godard Institute for Space Studies della Nasa, che ha stabilito anche che la temperatura è salita di un grado rispetto al secolo precedente.
L’effetto serra (ossia il fenomeno naturale per cui la concentrazione di CO² nell’atmosfera impedisce che il calore del Sole si disperda nello spazio, causando un aumento della temperatura) è determinato dallo sfruttamento dei combustibili fossili (petrolio, carbone e gas naturale) e dalla deforestazione.

Il cambiamento climatico, inoltre porta con sé alcune conseguenze...
Disastri ambientali come alluvioni, siccità, ondate di calore e di gelo sono più che triplicati dal 1980 ad oggi in tutto il mondo.

L'aumento delle temperature fa sì che i Poli si sciolgano: l’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) stima che ciò possa far aumentare il livello del mare di almeno 98 cm entro il 2100, oppure tra 27 e 61 cm se le emissioni verranno ridotte in modo rilevante. Inoltre molte specie animali sono a rischio: se non invertiamo i trend sul riscaldamento globale, il 35% degli orsi polari è a rischio estinzione.
Oltre a questo, gli oceani stanno diventando più caldi e acidi. Insieme all’inquinamento e alla bassa marea, sono i motivi principali dello sbiancamento e della fine della barriera corallina: una stima dice che entro il 2050 solo il 10% sopravvivrà.

Un altro problema che può causare altri danni insieme al surriscaldamento è la deforestazione: gli alberi, con la fotosintesi assorbono anidride carbonica per produrre ossigeno, sono un filtro naturale per assorbire i gas serra prodotti dall’uomo. Ogni anno perdiamo quasi 130 mila km quadri di foresta: negli ultimi 50 anni il 17% della foresta Amazzonica è stato distrutto.

E l’Italia?
L’Italia non è esente dalle conseguenze del cambiamento climatico. Da un lato organizzazioni non governative come WWF, Legambiente, Coldiretti e Italian Climate Network ne parlano e cercano di diffondere uno stile di vita green. Dall’altro sono necessarie azioni concrete, prima fra tutte a conversione all'energia da fonti rinnovabili.
«Sono un rischio tangibile per le nostre economie e per tutti noi, anche alla luce della recente emergenza siccità che ha messo in ginocchio l’agricoltura di molte regioni italiane – dice il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), rigoroso ente di ricerca no-profit supportato finanziariamente dal governo – I cambiamenti climatici hanno un costo sociale enorme, gli impatti non riguardano solo l’agricoltura, ma anche, per esempio, la salute (si pensi all’eccezionale ondata calore del 2003 e alle morti che provocò). Sono un fenomeno globale, irreversibile, destinato ad avere effetti su di noi e soprattutto sulle future generazioni». I cui costi economici impliciti sono enormi, soprattutto in un Paese gravemente esposto come lo è l’Italia.
«Solo in Italia – commenta Massimo Tavoni, docente di Economia del clima al Politecnico di Milano e ricercatore della Fondazione Cmcc – il cambiamento climatico costa ogni anno miliardi di euro. Se parliamo di percentuali di Pil perso ogni anno, si stima che in Italia il cambiamento climatico sia responsabile di un 10% di Pil in meno».

Andrea Federigi

Per approfondire:

-http://www.green.it/6-cose-cambiamenti-climatici/

-http://www.greenreport.it/news/clima/cambiamento-climatico-costa-allitalia-quanto-la-crisi-economica-non-ce-ne-accorgiamo/

-http://www.italiaclima.org/approfondimenti-climatici/cosa-sta-succedendo-al-clima/

-http://www.green.it/climate-change-impatto-dell-uomo/

-http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/06/24/migrazioni-e-cambiamento-climatico-il-nesso-ce-e-capirlo-puo-fare-la-differenza/3680375/

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