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Meteo, Clima e Cambiamenti Climatici

Sul blog di Green Idea Technologies abbiamo già parlato del riscaldamento globale: oggi vogliamo concentrarci sul far chiarezza riguardo a due aspetti complementari che spesso rischiano di essere confusi: meteo e clima.La distribuzione degli esseri viventi sulla Terra è dovuta essenzialmente alle particolari condizioni climatiche che caratterizzano una determinata regione: spostandosi dall'Equatore verso i poli, in entrambi gli emisferi, le differenze climatiche tra le diverse regioni sono enormi, favorendo o meno lo stanziamento di determinate specie rispetto ad altre.

Il tempo meteorologico e ilclima indicano due aspetti complementari che è molto facile confondere; ma che in realtà sono molto diversi. Guardiamo nello specifico a cosa si riferiscono, e perché è così importante avere ben chiaro in testa questa differenza quando si parla di cambiamenti climatici.

Per tempo meteorologico si intende il complesso delle condizioni atmosferiche che caratterizzano la troposfera, lo strato più basso dell'atmosfera, in un dato momento e in un dato luogo; per "momento" si considera un intervallo di tempo breve, che può essere di un giorno o di alcuni giorni o anche di un'ora o di un minuto. La scienza che studia il tempo atmosferico è detta meteorologia.
Il clima, invece è l'insieme delle condizioni meteorologiche che si verificano in un dato luogo sulla base di rilevazioni effettuate per un periodo di almeno 30 anni.
La scienza che studia i vari fattori che determinano un clima (attingendo le informazioni dalla meteorologia) è la climatologia: essa si occupa anche dei reciproci rapporti tra i diversi fattori, della loro influenza sull'ambiente fisico e biologico e delle variazioni che subiscono in relazione alle condizioni geografiche.

La differenza tra clima e meteo sta nella misurazione del tempo. Con il termine meteo si indicano le condizioni dell'atmosfera in un breve periodo di tempo, mentre con il termine clima si esprime il comportamento atmosferico lungo un periodo relativamente lungo di tempo.

Quando parliamo di cambiamento climatico, parliamo a proposito di cambiamenti a lungo termine nel clima.
Per esempio, se le estati sembrano diventare calde sempre più tardi, è perché il clima sta subendo cambiamenti. In molte zone del mondo, le persone hanno notato che la primavera arriva addirittura prima di quanto succedeva 30 anni fa. Una primavera prematura può essere indicativa di un possibile cambiamento nel clima.
In aggiunta ai cambiamenti climatici a lungo termine, ci sono anche variazioni climatiche nel breve periodo. Questa cosiddetta variabilità climatica è rappresentata da periodici o intermittenti modifiche legate all'azione di El Niño, alle eruzioni vulcaniche o altri cambiamenti nel sistema terrestre.

In breve, il clima è la descrizione di un periodo a lungo termine (di solito 30 anni) in un'area particolare. Quando gli esperti parlano di clima, prendono in considerazione la media delle precipitazioni, della temperatura, dell'umidità, della velocità del vento, delle tempeste e altre misurazioni legate al meteo, che occorrono in un lungo periodo di tempo in una zona geografica precisa.
Per esempio, osservando i dati sulle piogge in una determinata area, e confrontando questi dati con il livello di fiumi e laghi e con i dati satellitari, gli scienziati sono in grado di dire se durante l'estate quella stessa zona sarà interessata dalla siccità: se la siccità persiste lungo il corso di molte estati, riescono a dedurre che si è verificato un cambiamento climatico.

É molto importante studiare i cambiamenti climatici perché hanno conseguenze in tutto il mondo: si prevede, ad esempio, che l'aumento delle temperature provocherà l'innalzamento dei mari, e cambiamenti nelle precipitazioni. Il cambiamento climatico di una data regione può portare a modificazioni anche nel territorio, andando a colpire foreste, coltivazioni e riserve d'acqua, con conseguenze dirette sulla salute di uomini, animali ed ecosistemi.

Qualche anno fa si pensava che il riscaldamento globale fosse solo l’aumento di temperature, la fusione dei ghiacci e l’innalzamento del livello dei mari sul lungo periodo.
Oggi sappiamo che la questione è molto più complessa e rischiosa: l'Intergovermental Panel on Climate Change (IPCC), il comitato ONU sul clima, ogni 6 anni raccoglie gli articoli pubblicati sulle più prestigiose riviste scientifiche in volumi che trattano il problema del surriscaldamento dal punto di vista delle più svariate discipline: la geologia e l’ecologia, l’idrologia e la glaciologia, l’economica e la sociologia...

Secondo questi studi, il pianeta si sta riscaldando e continuerà a riscaldarsi nei prossimi decenni, con modifiche sul clima spesso devastanti: gli eventi estremi come alluvioni, siccità, ondate di calore, si stanno intensificando in diverse parti del mondo e le attività umane – in particolare la combustione di carbone, gas e petrolio – ne sono la causa principale.
Questo aumento della temperatura è dovuto alla continua crescita e concentrazione delle emissioni di gas a effetto serra come il biossido di carbonio (o CO2), il metano e il protossido di azoto. Questo cambiamento climatico sarà più rapido e più rilevante delle variazioni di temperatura occorse negli ultimi diecimila anni, ossia da quanto esiste la nostra civiltà.
I cambiamenti climatici hanno sempre interessato la Terra. Fino a qualche secolo fa erano lenti, se dovuti a fenomeni naturali come le oscillazioni dell’asse terrestre, o duravano pochi anni, se dovuti a fenomeni vulcanici.

Secondo gli studi dell'IPCC, dall’inizio della rivoluzione industriale, la concentrazione atmosferica dell’anidride carbonica è aumentata del 40% a causa del massiccio uso di combustibili fossili delle attività umane, la concentrazione del gas metano è cresciuta del 150% e la concentrazione del protossido di azoto è cresciuta del 20%.

Se non invertiamo la rotta e non prendiamo serie contromisure, entro la fine del secolo le temperature potrebbero aumentare anche di 4-5 gradi centigradi: questo significherebbe lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento dei mari. Ma non solo...
Ciò che stupisce di più il pubblico riguardo al surriscaldamento, è il fatto che alcune tendenze meteorologiche sembrano andare contro questa teoria, come nel caso degli inverni più freddi, o delle tempeste di neve che in questo momento stanno colpendo gli Stati Uniti. In realtà, questi fenomeni sono il risultato dell'aumento delle temperature, per quanto possa sembrare strano: infatti, con lo scioglimento dei ghiacci, correnti di acqua fredda e banchi d'aria gelida si disperdono dai poli, dando vita, nel resto del mondo, a precipitazioni fuori dal comune.
Per quanto sia ancora dibattuto, il 97% della comunità scientifica è concorde riguardo alla responsabilità umana del cambiamento climatico. Siamo ancora in tempo per intervenire, ma dobbiamo farlo subito.
B the Change. Il Futuro è Circolare.

Andrea Federigi

Per approfondire:

http://www.ipcc.ch/​

https://www.nasa.gov/mission_pages/noaa-n/climate/climate_weather.html​

https://it.wikipedia.org/wiki/Clima

https://it.wikipedia.org/wiki/Cambiamento_climatico

http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/scienza/Il-clima/I-climi/Elementi-e-fattori-del-clima.html

http://www.italiaclima.org/approfondimenti-climatici/cosa-sta-succedendo-al-clima/

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Meteo, Clima e cambiamento climatico - Green Idea
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